Dai costruttori un Manifesto alla politica

Impegni concreti per rilanciare il settore dell’edilizia

No agli slogan, sì ai fatti che rimettano il settore delle costruzioni al centro delle politiche per la crescita dell’Italia. In vista dell’appuntamento elettorale del 4 marzo, questo è il messaggio lanciato nei giorni scorsi da 10 Organizzazioni che rappresentano la filiera delle imprese delle costruzioni, tra le quali Anaepa Confartigianato Edilizia.

Nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta il 13 febbraio a Roma, Arnaldo Redaelli, Presidente di Anaepa Confartigianato Edilizia, insieme con i vertici delle altre sigle, ha presentato un manifesto a chi si candida a guidare il Paese nella prossima legislatura. Il documento, firmato anche da Ance, Legacoop Produzione e servizi, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Legacoop produzione e servizi, Claai, Aniem, Confapi, Oice, Consiglio nazionale degli Ingegneri, chiede a tutte le forze politiche impegni concreti per rilanciare un settore determinante per la ripresa della nostra economia.
I rappresentanti delle 10 Organizzazioni hanno sottolineato la “situazione eccezionale, di crisi e di emergenza”, e hanno chiesto di “mettere le costruzioni al centro delle politiche della crescita”, e si sono candidati così a diventare – se arriveranno le risposte necessarie per crearne le condizioni – il “motore del Paese”. Significherebbe “far crescere il Pil di mezzo punto in più l’anno” e “recuperare i 600mila posti di lavoro persi nel settore negli ultimi 10 anni”, sostengono le 10 sigle.

Le richieste spaziano dall’accelerazione delle opere pubbliche, alla semplificazione perché “la burocrazia è il macigno che blocca il Paese”, ad “una politica fiscale a favore dello sviluppo e dell’ambiente”, a ridurre “costi troppo alti e adempimenti eccessivi” a partire dal contratto dell’edilizia, “il più alto di tutti i settori industriali” e con “oneri non più sopportabili”. Il Presidente Redaelli ha insistito sulle criticità del nuovo Codice degli appalti “rivelatosi finora un’occasione mancata per le piccole imprese dell’edilizia”. “Non sono stati raggiunti – ha detto il Presidente di Confartigianato Edilizia – gli obiettivi della Legge Delega: semplificazione e rapidità dei procedimenti; lotta alla corruzione e ai conflitti d’interesse per favorire la trasparenza; riduzione degli oneri documentali ed economici a carico delle imprese; razionalizzazione delle procedure di spesa; efficienza e professionalizzazione delle stazioni appaltanti; valorizzazione della territorialità e della filiera corta.

La frettolosa abrogazione del previgente Regolamento in assenza delle norme di attuazione del codice, ha generato il sostanziale blocco degli appalti. Il buon senso impone il suo urgente ripristino. Inoltre, la riforma del codice non è ancora conclusa e non vi è stata semplificazione. È necessario che principi come il “km 0” e la “filiera corta”, che permetterebbe l’inclusione delle micro e piccole imprese del territorio, vengano resi effettivi e valorizzati tra i criteri di aggiudicazione. Ad oggi, nonostante un indirizzo politico forte, anche sostenuto dalle Regioni, non sono stati attuati”. Il Presidente Redaelli ha poi richiamato la necessità di qualificare, con precisi requisiti d’accesso, l’attività di imprenditore edile”.

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