Innalzamento della soglia per gli acquisti in MePA

Le P.A. potranno acquistare liberamente beni e servizi, senza dover ricorrere al mercato elettronico, entro la soglia di 5.000 euro

Con la nuova Legge di Bilancio 2019 le modifiche al Codice dei Contratti pubblici intervengono anche sul mercato elettronico delle Pubbliche Amministrazioni, innalzando la soglia oltre la quale è obbligatorio ricorrervi da 1.000 euro a 5.000 euro.

Questo per quanto riguarda l’acquisto di beni o servizi; relativamente all’affidamento di lavori, invece, interviene in questi giorni il Decreto c.d. “Sblocca Cantieri”, con il quale rimane invariato il sistema di aggiudicazione al di sotto dei 40.000 euro e viene alzata la soglia entro la quale ricorrere alla procedura negoziata, da 150.000 a 200.000 euro, previa consultazione di soli tre operatori (anziché 10, come previsto dal Codice degli Appalti).

Quali le ricadute pratiche delle modifiche?

Focalizzando l’attenzione sulla nuova soglia per il ricorso al MePA, quella che si verificherà sarà una evidente semplificazione dell’attività delle PPAA, le quali avranno un margine maggiore entro il quale poter acquistare beni o servizi liberamente, con oneri di verifica semplificati per quanto riguarda i requisiti in possesso delle imprese.
Non sarà quindi necessario acquisire il DGUE (Documento di gara unico europeo), mentre basterà ottenere il DURC e un’autodichiarazione rilasciata dall’impresa concernente l’assenza di cause di esclusione (art. 80 D. lgs. n. 50/2016); l’acquisto potrà essere disposto mediante determina a contrarre semplificata, anche nelle motivazioni, esattamente come prima accadeva per affidamenti di importo inferiore ai mille euro.
 
Il MePA nasce, nelle sue finalità, come luogo di incontro tra il pubblico e le imprese (in particolare le PMI) all’interno del quale negoziano soggetti qualificati in possesso dei requisiti di legge idonei all’accesso al mercato elettronico: l’iscrizione alla Camera di Commercio, le comprovate capacità professionali ed economico-finanziarie. 
Se il mercato elettronico permette quindi alle piccole e medie imprese, in particolare, di far parte di un sistema qualificato e certificato all’interno del quale operare in un dialogo diretto con le pubbliche amministrazioni, l’innalzamento della soglia rischia di comportare un maggiore ricorso all’affidamento diretto e un minor utilizzo del MePA per importi che, fino ai 5000 euro, diventano quindi di una certa rilevanza soprattutto per i comuni e gli enti di piccole dimensioni.
 
D’altra parte, però, il MePA è uno strumento della cui utilità gli Enti locali hanno già avuto modo di accorgersi: se è vero che gli affidamenti diretti sono più veloci, è anche vero che la vetrina del mercato elettronico permette alle PPAA di consultare in maniera immediata un catalogo all’interno del quale sono presenti solo imprese e prodotti qualificati e certificati, verso cui gli affidamenti possono essere fatti in totale sicurezza.
Resta da vedere se la possibilità di ottenere affidamenti diretti in maniera piuttosto snella, ma senza l’intermediazione del mercato e della vetrina virtuali, che ben permettono di avere un quadro completo e aggiornato delle opportunità disponibili e delle esigenze delle PPAA, andrà a penalizzare o meno le PMI; se, cioè, queste troveranno più facilità nel vendere beni e servizi o se, al contrario, gli affidamenti finiranno per essere guidati più dal fattore “velocità” che dall’effettivo incontro, e confronto, tra domanda (pubblica) e offerta (privata).

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